Uno sguardo agli elementi strutturali e non, di una barca a vela (1)

Nomenclatura esterna di una barca vela: analisi dettagliata delle varie parti ed elementi che costuiscono la parte esterna di una barca vela, 1a parte

Nomenclatura esterna di una barca a vela

Per una buona partenza assieme, non si può che prescindere dalla conoscenza delle parti di cui si compone un’imbarcazione da diporto. Come primo approccio all’imbarcazione è bene, quindi, incominciare ad individuarne le varie parti, facendo attenzione a capirne il più possibile oltre che il collocamento (elemento imprescindibile, per poter essere in ogni tempo d’aiuto al proprio equipaggio 😊!!!) più che altro la funzione a bordo così da poter -sempre con un un pò di pratica e tempo- intuire da soli “il da farsi”, in ogni condizione di navigazione.

Non vi preoccupate, un disegno a latere con la
nomenclatura  vi aiuterà ad effettuare
per quanto possibile una lettura combinata e “fissare” al meglio nella nostra
memoria visiva, anche i nomi ad un primo sguardo più ostici 😉!

Nomenclatura esterna: una visione più intuitiva

 (subito qui sotto, predisposizione di un
disegno ad hoc)

 

I due elementi principali di una barca a vela

Un’imbarcazione a vela da diporto si compone sempre di due parti principali:

-un elemento portante che le consente di
galleggiare, il cosidetto scafo (per
intenderci, la parte della barca a contatto diretto con l’acqua);

-un elemento strutturale e propulsore, ovvero l’albero munito di vela.

Elemento portante: lo scafo di una barca a vela

Lo scafo, elemento principale e portante di qualsiasi barca è in pratica il corpo stesso della barca.

Guardandolo orizzontalmente, ne si può distinguere la parte anteriore, chiamata prua e la parte posteriore, chiamata poppa, mentre, guardandolo verticalmente, dobbiamo sapere che lo stesso, si divide in due parti, grazie alla cosi detta linea di galleggiamento (o altrimenti detta, tanto linea di immersione che linea d’acqua), la parte immersa dello scafo è chiamata opera viva o carena mentre la parte che sta fuori dall’acqua, si chiama opera morta.

La parte dell’imbarcazione che si trova sopra lo scafo, su cui è possibile camminare si chiama coperta o ponte, ed è praticamente la zona per così dire “operativa” dell’equipaggio nella quale si svolge la maggior parte della vita di bordo tra manovre, cambio di vele, ancoraggi e ormeggi…. mente il pozzetto è un vano “protetto” scavato nella coperta e predisposto ad hoc per meglio accogliere l’equipaggio e ripararlo dal mare (da qui il nome originario, oramai perso nell’uso comune ma prima denominato il “paramare”).

Nel pozzetto
è collocata la timoneria e sono posizionati, altresì,  i verricelli
o winch
, indispensabili per lavorare più fluidamente e agevolmente (quando
la forza delle braccia ci sta per dare forfait 😊!!)
sulle scotte.

Completano
sicuramente la coperta, le draglie e i
pulpiti di prua e di poppa
, per garantire il movimento in sicurezza di
tutto l’equipaggio e l’ancora, collocata,
in navigazione, a prua nell’apposito gavone.

L’attrezzatura di un’imbarcazione a vela

In barca, per attrezzature si intendono tutte le parti di un imbarcazione indipendenti dalla struttura dello scafo: l’albero e i suoi cavi di sostegno, le crocette e il boma, le drizze, le scotte, le cime, i bozzelli e quant’altro consenta di issare e di manovrare, all’evenienza le vele e quindi, coadiuvare nella navigazione a vela.

Saper gestire al meglio l’attrezzatura in barca, è davvero importante se non fondamentale, per un’accurata messa a punto della stessa per facilitare la conduzione della barca anche in condizioni meteo difficile.

Elemento strutturale: albero

Tutte le imbarcazioni a vela sono provviste di un albero, elemento strutturalmente indispensabile per un’imbarcazione. La parte più importante dell’attrezzatura di un’imbarcazione a vela è infatti, l’albero. Un tempo costruito in legno e oggi prettamente in alluminio e carbonio, è progettato nei minimi particolari per esaltare al meglio il rendimento delle vele, per ricavarne la massima spinta quanto efficienza. L’albero, è mantenuto in posizione da una serie di cavi d’acciaio (sartie e stralli) che una volta regolati ad hoc, ne favoriscono la messa a punto in totale sicurezza nonchè la migliore prestazione.

Mentre in alcune imbarcazioni, l’albero è poggiato in coperta e bloccato con un perno (che gli permette, all’evenienza di basculare), usualmente nelle barche d’altura, l’albero non è appoggiato sulla coperta ma la attraversa e la sua parte interiore, chiamata piede d’albero, si ferma sul fondo della barca, scaricando in chiglia il proprio peso e tutte le sollecitazioni date dalla forza del vento. Il foro sulla coperta dove passa l’albero si chiama mastra, mentre l’alloggiamento che accoglie il piede d’albero è detto scassa. La posizione dell’albero in mastra influisce sull’equilibrio e la centratura dell’imbarcazione, poiche varia il posizionamento del centro di spinta del vento sulle vele rispetto al piano di deriva.

Caratteristiche preminenti e principali dell’albero: sono sicuramente la leggerezza ma anche la flessibilità data dalla rastrematura (ossia la riduzione progressiva del diametro) nella parte superiore e la resistenza alle sollecitazioni longitadinali (prua-poppa) e laterali (destra-sinistra).

Lattrezzatura di una barca è composta da vari elementi detti “manovre fisse” e “manovre correnti”.

Manovre fisse (o sartiame)

Come sopra
accennato, l’albero è assicurato
allo scafo tramite cavi d’acciaio, che nell’insieme  prendono il nome di sartiame o manovre fisse. Ogni elemento del sartiame, a secondo che
lo sostenga lateralmente o longitudinalmente, possiede un nome specifico in
barca. Vi è lo strallo di prua,  chiamato per lo più “strallo” che è il cavo che va dalla testa dell’albero a prua,
mentre lo strallo di poppa, chiamato
più comunemente “paterazzo” và da
testa d’albero a poppa.

Per testa d’albero si intende la parte più alta dell’albero, qui, abitualmente si colloca il cd. segnavento o windex, che non è altro che una freccia libera di ruotare che si posiziona con la punta verso la direzione del vento.

Le sartie, invece, stabilizzano l’albero lateralmente e si distinguono in sartie alte, intermedie e basse, in base all’altezza dell’albero dove sono fissate e qualora gli alberi siano piuttosto alti, ne serviranno due e talvolta anche tre. Tanto le sartie che gli stralli, sono sempre sotto l’occhio vigile dell’equipaggio che all’evenienza tramite tendicavi o arridatoi potrà sempre regolarli, per mantenere sia l’assetto della barca che la navigazione in totale sicurezza.

Le manovre
fisse sono fermate e assicurate da perni e piastre fissate all’albero, mentre
sullo scafo sono attaccate attraverso la landa,un
altro tipo di staffa metallica.

Per far sì, poi che l’albero possa, in ogni tempo, poter scaricare ed distribuire equamente le sollecitazioni a cui è sottoposto è dotato a varie altezze delle cosidette crocette, elementi rigidi, alla cui estremità passano le sartie. Le crocette hanno diverse lunghezze e angoli di inserzione sull’albero, a secondo prettamente della dimensione e delle caratteristiche della barca. La loro regolazione al millimetro quanto la regolazione della tensione delle sartie è di precipua importanza per la messa a punto dell’albero secondo le condizioni meteo e il realtivo peso dell’equipaggio.

In conclusione…..

Naviganti,
lo so, lo so…per poter andare in barca in sicurezza, e sentirsi più che mai
parte di un equipaggio coeso è indispensabile quanto mai necessario fare propri
il prima possibile i termini nautici per una corretta e fluida esecuzione delle
manovre, per passare ordini e informazioni in modo inequivocabile al resto
dell’equipaggio. Terminologia e nomenclatura saranno per un pò di tempo il
vostro “headache” ma il tempo è gentil’uomo, e come sempre ne uscirete
vincitori e soddisfatti…di avere imparato questo “linguaggio in codice”, a
volte dalla terminologia alquanto altisonante…..

Alla
prossima naviganti, e buon vento a tutti!